{"id":19,"date":"2018-03-29T22:07:06","date_gmt":"2018-03-29T22:07:06","guid":{"rendered":"http:\/\/www.serchio.net\/base\/?p=19"},"modified":"2018-03-29T22:08:46","modified_gmt":"2018-03-29T22:08:46","slug":"vecchi-appunti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/serchio.net\/base\/2018\/03\/29\/vecchi-appunti\/","title":{"rendered":"Vecchi appunti"},"content":{"rendered":"<p><em>Ricopio di seguito i blog di qualche anno fa, abbandonati da tempo e parzialmente recuperati. A me piace rileggerli. Partono dal 2006 e quindi i riferimenti vanno fatti a quell&#8217;epoca.<\/em><\/p>\n<p><strong>La valle del Serchio\u00a0<\/strong><br \/>\nLa valle del Serchio \u00e8\u00a0l&#8217;oggetto degli interventi che immagino in queste pagine. Non vanno per\u00f2\u00a0escluse riflessioni pi\u00f9\u00a0generali che poi sono alla base delle analisi locali.<br \/>\nLa valle del Serchio comprende un territorio geograficamente abbastanza unito (una valle) ma <strong>storicamente molto diviso<\/strong>. Fino al 1860 c&#8221;erano <strong>tre stati <\/strong>diversi che occupavano le varie zone: il Granducato di Toscana, la Repubblica di Lucca e il Ducato di Modena. Dopo il 1860 per oltre 70 anni due province: Lucca e Massa Carrara. Infine una sola provincia (Lucca) da circa 80 anni.<br \/>\nOggi, all&#8221;epoca delle Comunit\u00e0\u00a0 Montane o dei Distretti Scolastici (<em>scrivevo nel 2006<\/em>), la valle \u00e8\u00a0divisa in due zone: <strong>Garfagnana <\/strong>e <strong>Media Valle<\/strong>.\u00a0Da circa un decennio la politica territoriale della Regione Toscana ha obbligato a creare <strong>un&#8217;unica zona <\/strong>con organismi di gestione unitari per la sanit\u00e0, il sociale, e la scuola.<br \/>\nLo sviluppo economico e l&#8217;addensamento demografico \u00e8\u00a0nettamente distinto fra la montagna e il fondo valle. Qui, a partire per\u00f2\u00a0da Castelnuovo Garfagnana e scendendo, ci sono attivit\u00e0\u00a0 artigianali commerciali e industriali (cartario).<br \/>\nNella parte media e alta dei lati della valle si assiste a un nuovo <strong>spopolamento <\/strong>e ad un progressivo impoverimento di risorse economiche.\u00a0Alcuni paesi sembrano ormai vicini all&#8217;abbandono totale. E&#8217; vero che ci sono inglesi o altri che acquistano le case, le salvano dal crollo, ma rendono i villaggi ancora pi\u00f9\u00a0vuoti.<br \/>\nL&#8217;organizzazione amministrativa della valle \u00e8\u00a0frazionata in 21 comuni; la Garfagnana ne conta ben 16.<br \/>\n<strong>La Comunit\u00e0\u00a0Montana della Garfagnana <\/strong>(non conosco bene l&#8217;altra) frequentemente non riesce a coordinare una politica generale, ma esaurisce la sua azione nella suddivisione delle risorse in modo indifferenziato: tutti contenti, nessun vantaggio generale, nessun cambiamento reale e tutto continua secondo la casualit\u00e0\u00a0 dell&#8217;evoluzione e, magari, garantendo anche il potere a chi sa giocare bene in un ambiente di questo tipo.<br \/>\nCi sono stati <strong>alcuni momenti interessanti <\/strong>nella prima met\u00e0\u00a0 degli anni novanta, c&#8217;era quasi un&#8217;aria nuova, una capacit\u00e0\u00a0 di progettazione particolare, l&#8217;idea di scegliere per incidere. Poi tutto \u00e8\u00a0ritornato alla &#8220;normalit\u00e0&#8221;. I sindaci pi\u00f9 &#8220;bravi&#8221; sono stati e sono quelli che sanno fare (apparentemente) l&#8217;interesse del proprio comune, anche a scapito degli altri. In Regione lo sanno bene: basta dare qualche contentino ai sindaci pi\u00f9\u00a0intraprendenti e la valle tace, non chiede, non rompe e gli investimenti seri possono essere fatti da altra parte.<br \/>\nD&#8217;altra parte in un <strong>sistema politico democratico <\/strong>senza pi\u00f9\u00a0i partiti tradizionali, da noi, la garanzia di elezione \u00e8\u00a0molto &#8220;alla romana&#8221;, cio\u00e8\u00a0basata sulle clientele e\/o legata all&#8217;assecondare le idee pi\u00f9\u00a0semplici, pi\u00f9\u00a0popolari e generalmente poco utili allo sviluppo della valle.<br \/>\nSu tutti questi temi avrei intenzione di tornare via via, approfondendo e facendo esempi reali. Sarebbe tuttavia essenziale che questo testo e i successivi fossero uno stimolo per altri. Se portassimo qui tante voci forse potremmo proprio &#8220;crescere insieme&#8221;<\/p>\n<p><em>Dei seguenti \u00e8 rimasto l&#8217;incipit e nient&#8217;altro.<\/em><\/p>\n<p><strong>Aver ragione al passato<\/strong><br \/>\nNon mi interessa aver ragione al passato, dire:&#8221;Vedi, avevo visto giusto!&#8221;; &#8220;Vedi, avevo ragione!&#8221;. &#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;.<\/p>\n<p><strong>Scuola pubblica addio?<\/strong><br \/>\nE&#8217; sempre pi\u00f9 forte la sensazione che la scuola pubblica che abbiamo sognato negli ultimi quaranta anni, ma immaginata gi\u00e0 prima, sia giunta al capolinea. &#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;<\/p>\n<p><strong>Cambiamenti di epoca<\/strong><br \/>\nSiamo chiaramente nel bel mezzo di un grande cambiamento. O almeno cos\u00ec penso insieme a molti. Ma si continua ad aspettare che succeda prima di organizzare un qualcosa. &#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;..<\/p>\n<p><strong>La rinuncia alla verit\u00e0<\/strong><br \/>\nNon so se \u00e8 iniziata nel 1993, quando si cap\u00ec che la stampa si era schierata in modo netto e non ricercava pi\u00f9 la verit\u00e0 ma solo ci\u00f2 che serviva alla tesi della parte politica. &#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;<\/p>\n<p><em>L&#8217;ultimo intervento \u00e8 del\u00a010 Ottobre 2011 &#8211; 21:21<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ricopio di seguito i blog di qualche anno fa, abbandonati da tempo e parzialmente recuperati. A me piace rileggerli. Partono dal 2006 e quindi i riferimenti vanno fatti a quell&#8217;epoca. La valle del Serchio\u00a0 La valle del Serchio \u00e8\u00a0l&#8217;oggetto degli interventi che immagino in queste pagine. 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